Verona, una città magica, che non si può non amare. E l’Arena ne è sicuramente il simbolo più importante, oltre ad essere una meraviglia conosciuta e apprezzata ovunque.
Lo sa bene Vito Zorzi, CEO di Airone Gifts, l’azienda produttrice di gadget che, proprio nella patria per eccellenza dell’amore celebrato tra Romeo e Giulietta, ha trovato non solo i natali, ma anche terreno fertile per diffondere la sua filosofia legata all’ambiente e al rispetto del territorio.
Airone Gifts ha aderito proprio quest’anno all’iniziativa “67 colonne per l’Arena”, un importante progetto di Fundraising e Corporate Membership pensato per potenziare un’opera architettonica che è icona dell’italianità nel mondo.
Il progetto nasce dall’idea di ricostruire idealmente la cinta più esterna di arcate dell’Arena, distrutta da un terremoto nel 1117, con un abbraccio di imprenditori e professionisti uniti dall’amore per questo monumento. Un luogo d’arte e di cultura che ha fondato buona parte della sua economia proprio su questi due aspetti.
Il grave arresto subito nel 2020, a causa della pandemia, ha dimostrato come l’Arena di Verona sia importante non solo per il suo valore storico intrinseco, ma anche per l’indotto economico che ne deriva, per il prestigio culturale che rendono da sempre l’Italia centro nevralgico del turismo artistico.
Oggi il progetto “67 colonne per l’Arena”, che vede tra i suoi primi sostenitori aziende del calibro di Calzedonia Group e Pastificio Giovanni Rana, ha chiamato a raccolta Associazioni di categoria, Ordini professionali e 67 donatori, tra cui anche Airone Gifts, raccogliendo in breve tempo più di un milione e mezzo di euro, da destinare alla salvaguardia di un contenitore culturale importantissimo e prezioso, proteggendo la Fondazione Verona e i suoi lavoratori.
In un’intervista apparsa su L’Arena.it, Vito Zorzi cofondatore e CEO di Airone S.r.l., ha parlato dell’iniziativa (leggi qui l’intervista) e dei valori che da sempre legano l’azienda al territorio, un amore viscerale che ha portato Airone a supportare la sua città anche attraverso l’iniziativa delle “67 colonne”.
A 35 anni dalla sua nascita, Airone festeggia investendo in un progetto a favore del territorio, un progetto che, come sottolinea Vito Zorzi, “sta portando aziende e privati a fare rete, in un abbraccio collettivo all’Arena”. Perché la vera forza sta proprio nel fare squadra: è questo, da sempre, l’atteggiamento e lo spirito che anima l’attività dell’azienda Airone, che non smette di guardare al territorio e spesso di andare anche oltre.
Ne sono testimonianza le innumerevoli iniziative pensate per dare supporto alla collettività, come l’impegno nell’ importazione, durante i mesi più difficili della pandemia, di mascherine FFP2, donate all’Azienda ospedaliera e all’ospedale Sacro Cuore di Negrar, o le 10mila mascherine donate quest’anno agli studenti distribuite sugli autobus dell’ATV.
Una collaborazione, quella con l’azienda di trasporto del Comune di Verona, continuata poi con la campagna abbonamenti: ai ragazzi vengono regalati gadget sostenibili come zaini e zainetti in plastica riciclata e borracce in acciaio.
Soprattutto una filosofia di attenzione e sensibilità all’ambiente che vede oggi l’azienda impegnata nella produzione di gadget ecosostenibili e nella diffusione di un messaggio di “cura dell’ambiente”, che ha origini lontane, quando ancora il mercato sembrava essere sordo al richiamo di una voce che oggi denuncia urgenza.
Ad accelerare questo processo nella produzione di Airone è stata anche la collaborazione con Alex Bellini, l’esploratore ora impegnato nella navigazione dei dieci fiumi più inquinati dalla plastica. Ed è proprio da quella plastica che Airone crea magliette, zaini, penne, oggetti utili nella quotidianità, figli di un riciclo virtuoso e necessario.
Un contributo che, come spiega Zorzi nell’intervista a cura di Francesca Lonardi, “non pretende di riuscire a salvare il mondo, ma certamente rappresenta un importante contributo” e un messaggio chiaro che possa cambiare determinati atteggiamenti.
Un contributo che, per Airone, va oltre i confini italiani, arrivando in Guatemala, con un progetto avviato nel 2006 e dedicato alle donne: l’Emporio de Las Mujeres. Un laboratorio di sartoria e artigianato tipico maya, avviato in un villaggio rurale a pochi chilometri dalla capitale, interamente condotto da donne.
Qui si producono oggetti dal valore unico, soprattutto ogni oggetto rappresenta la vittoria di una donna, il suo affrancamento da una condizione di povertà e violenza. Un tassello di giustizia sociale reso possibile grazie alla collaborazione preziosa con l’associazione “Sulla Strada” Onlus, da quindici anni impegnata in Guatemala con progetti di sviluppo e assistenza medico-sanitaria.





